Chirurgia dell’artrosi del piede

L’operazione dell’artrosi del piede viene eseguita dal Dott. Julien Lopez, specialista in chirurgia del piede e della caviglia a Nizza.

L’artrosi del piede è un deterioramento (usura) della cartilagine di un’articolazione. Può verificarsi in diverse articolazioni del piede e della caviglia e influire negativamente sulla vita quotidiana. Il più delle volte il paziente soffre di artrosi della parte superiore del piede, di artrosi del retropiede o di artrosi della caviglia. Quando l’artrosi colpisce l’alluce, si parla di alluce rigido.

Il dottor Julien Lopez opera l’artrosi del piede a Nizza, Cap d’Ail e Mandelieu-la-Napoule.

Artrosi del piede: sintomi e fattori di rischio

Come si riconosce l’artrosi del piede? I sintomi più comuni sono i seguenti:

I fattori dell’artrosi del piede sono molteplici e variano da paziente a paziente. Il più delle volte, questi fattori possono essere legati all’età, alla genetica, a lesioni e a traumi legati all’attività sportiva. Tra gli altri fattori di rischio più comuni, uno stile di vita sedentario e attività professionali che comportano notevoli sforzi fisici possono giocare un ruolo importante.

Artrosi del piede: trattamento medico o chirurgico?

Il trattamento di prima linea è sempre quello medico. Per rallentare l’artrosi del piede e il dolore si possono prescrivere alcuni metodi come le infiltrazioni o l’uso di plantari e di scarpe ortopediche, anche se non rappresentano un trattamento a lungo termine. Se un trattamento medico ben gestito non riesce a curare l’artrosi del piede, si può prendere in considerazione un trattamento chirurgico. Ad oggi, infatti, non esiste un trattamento medico o farmacologico in grado di curare efficacemente l’artrosi del piede. Se il dolore è troppo intenso e interferisce con le attività quotidiane, come indossare le scarpe, camminare o praticare sport, verrà proposto un trattamento chirurgico. L’intervento viene eseguito in anestesia generale, loco-regionale (gamba e piede) o spinale (entrambi gli arti inferiori).

Artrosi del piede e intervento di artrodesi

Il trattamento chirurgico più comune per l’artrosi del piede è l’artrodesi, in particolare per l’artrosi subtalare. L’artrodesi è la fusione chirurgica dell’articolazione interessata. Elimina i dolori articolari a costo di una perdita di mobilità. Questo intervento prevede la piallatura delle aree di cartilagine in cattivo stato. Lo specialista fissa con del materiale le superfici ossee a contatto per bloccare l’articolazione. È necessario attendere almeno 45 giorni per ottenere la fusione. Se l’articolazione non si fonde dopo 6 mesi (pseudoartrodesi), è necessario ripetere l’intervento. In caso di perdita di sostanza ossea nell’articolazione, può essere necessario eseguire un innesto osseo.

Artrosi dell’alluce: sintomi e trattamento

L’artrosi dell’alluce è meglio conosciuta come alluce rigido o alluce limitato. Questa patologia si manifesta come un indebolimento della cartilagine nell’area tra il primo metatarso e la falange. In generale l’artrosi dell’alluce è causata da micro-traumi ripetuti, artrite idiopatica giovanile o elevazione del metatarso (metatarsus elevatus).

Se l’artrosi non viene trattata rapidamente, può causare deformità e dolore significativi.

Sintomi dell’artrosi dell’alluce

I sintomi più comuni dell’artrosi dell’alluce comprendono:

Artrosi dell’alluce e intervento chirurgico

Il dottor Julien Lopez tratta l’artrosi dell’alluce chirurgicamente. L’intervento si rende necessario quando il trattamento medico non è stato sufficiente, come nel caso di un’operazione per l’avampiede, per la parte dorsale del piede o per il retropiede.

A seconda dello stadio dell’artrosi, del paziente e delle sue esigenze, il Dott. Lopez offre una serie di tecniche chirurgiche:

la resezione della parte superiore della testa metatarsale e della falange. Viene proposta quando l’impingement dorsale è in primo piano con un’artrosi meno grave.

l’osteotomia viene eseguita se l’alluce non è ancora “troppo” danneggiato. A tale scopo, il medico esegue delle fratture nell’area della falange o del metatarso, al fine di ridurre lo stress sulla cartilagine. Questo trattamento è preferibile quando il primo metatarso è troppo lungo. Il piede viene accorciato di mezzo numero di scarpa.

Tecnica piuttosto recente, questo tipo di intervento prevede l’inserimento di una sfera di pirocarbonio nell’articolazione per ripristinare la mobilità. Sebbene questa tecnica sia molto recente e con pochi riscontri, dà buoni risultati.

Per artrodesi si intende la fusione dell’articolazione mediante la rimozione chirurgica della cartilagine danneggiata. Una volta rimossa la cartilagine danneggiata, il medico fissa l’intera articolazione nella posizione corretta utilizzando del materiale per consentire il consolidamento osseo.

Trattamento dell’artrosi dell’alluce con chirurgia percutanea

Il Dott. Lopez tratta più spesso l’artrosi dell’alluce con la chirurgia percutanea. L’intervento funziona secondo lo stesso principio dell’artrodesi, ma viene eseguito con mini-incisioni sul lato dell’alluce, di circa 1 o 2 millimetri. L’intervento viene eseguito con strumenti piccoli, in modo da non aprire l’articolazione.

Il vantaggio della chirurgia percutanea è che non lascia praticamente cicatrici e limita i danni ai tessuti. La cicatrizzazione è meno dolorosa e il recupero è più rapido.

Artrosi del piede: il decorso post-operatorio

Il decorso post-operatorio dell’intervento chirurgico per l’artrosi del piede è variabile e dipende non solo dal paziente ma anche, e soprattutto, dalla procedura chirurgica e dalla tecnica utilizzata.

Dopo un intervento per l’artrosi del piede, il piede e la caviglia del paziente vengono inseriti in una scarpa con una suola rigida detta “di scarico”. La scarpa deve essere indossata per 15-45 giorni dopo l’intervento.

L’appoggio sul piede operato dipende dal tipo di intervento eseguito. Può essere immediato, come nel caso della sfera di pirocarbonio, o non consentito per un massimo di 6 settimane. La convalescenza comprende sessioni di riabilitazione con un fisioterapista.

In genere vengono prescritti da 30 a 60 giorni di assenza dal lavoro. Dal 2° o 3° mese, il paziente potrà riprendere un’attività fisica moderata.