Sapere tutto sull’operazione ai piedi piatti

Il Dott. Julien Lopez, chirurgo del piede, ti spiega l’operazione ai piedi piatti

Il Dott. Julien Lopez, chirurgo del piede, ti spiega l’operazione ai piedi piatti e risponde alle domande ricorrenti dei suoi pazienti. Che cos’è il piede piatto? Come curare il piede piatto senza operare? Quando e come operare un piede piatto nell’adulto o nel bambino?

Les questions récurrentes sur la chirurgie du pied plat chez l’adulte

Che cos’è il piede piatto?

Il piede piatto è un problema biomeccanico caratterizzato dal cedimento dell’arco interno del piede e dalla diminuzione della volta plantare (perdita della curvatura o dell’arco del piede). La volta plantare è formata dalla struttura delle parti ossee, da strutture legamentose e muscolari che lottano contro lo schiacciamento sotto il peso del corpo. Colpisce principalmente la donna tra i 40 e i 60 anni.

In una persona classica, il piede ha la forma di un’elica. Il piede piatto è la perdita dell’elica mentre, al contrario, nel piede cavo, l’elica è eccessiva. Classicamente nel piede piatto valgo si osserva: un valgo del retropiede (tallone che va verso l'esterno), il collasso dell’arco mediale dovuto al cedimento del tendine tibiale posteriore e del legamento plantare calcaneo-navicolare nonché una supinazione compensativa dell’avampiede. Sul piano clinico, nel piede piatto flessibile si osservano anomalie del retropiede, del medio-piede e dell’avampiede.

Esistono diversi stadi clinici dei piedi piatti. Nei primi stadi dell’evoluzione, il piede piatto è flessibile: si parla di piede riducibile o flessibile (stadio 1 e 2). Può essere doloroso e invalidante nelle attività quotidiane, spesso entrambi i piedi sono colpiti. Negli stadi clinici più avanzati, il piede è deformato ma non è più flessibile: si parla di piede piatto valgo fisso o non riducibile. Infine, nello stadio più avanzato, abbiamo un’artrosi della caviglia. Questa classificazione è importante per il chirurgo perché condiziona direttamente la chirurgia e i gesti da eseguire.

Da cosa è causato e quali sono i fattori aggravanti ?

Le cause dei piedi piatti sono diverse nel bambino e nell’adulto.

Nel bambino, si parla di piede congenito e nell’adulto di piede piatto acquisito o degenerativo, vale a dire che il piede piatto appare con il passare del tempo. A volte si osservano traumi precedenti come la rottura del tendine tibiale posteriore, fratture o artrosi.

L’origine comune alla formazione del piede piatto dell’adulto è l’insufficienza o la debolezza del tendine del muscolo tibiale posteriore perché lotta attivamente per scavare l’arco mediale del piede e per conservare il tallone nel giusto asse. Sono stati individuati alcuni fattori che favoriscono il piede piatto:

  • instabilità cronica della caviglia,
  • sovrappeso,
  • patologie degenerative o infiammatorie,
  • gravidanze ripetute.
Piede piatto nel bambino ?

La causa principale del piede piatto nel bambino è la non maturità delle strutture che tengono il piede. La maggior parte dei bambini nasce con una volta plantare collassata (fino al 97%) che si corregge con la crescita. Altri fattori contribuiscono a questa condizione, come la forma delle gambe (valgo), legamenti troppo deboli, sovrappeso o forza muscolare ridotta (ipotonia). In rari casi, il piede piatto è secondario ad una patologia genetica (malattia ereditaria) come la sindrome di Marfan o la malattia di Ehlers Danlos.

I genitori si preoccupano spesso per la presenza del piede piatto nei figli. Il piede piatto è considerato “normale” fino ai 6 anni. Poiché il bambino è un piccolo essere umano in via di crescita, alcune strutture muscolari e legamentose sono in via di maturazione e non sono ancora abbastanza solide da mantenere correttamente il piede. Nella maggior parte dei casi, i piedi piatti si correggono con il tempo e la crescita. Se il problema persiste, è importante informarsi da un chirurgo per piedi piatti benché la maggior parte dei piedi piatti siano asintomatici e non esigano nessun trattamento particolare.

Come riconoscere un piede piatto e diagnosticarlo ?

Il piede piatto si riconosce dalla forma schiacciata. Anche quando si usurano le scarpe sul lato interno si parlerà di piede piatto.

La diagnosi viene fatta sotto carico con un podoscopio che evidenzia l’impronta plantare al momento del carico. In funzione della forma dell’impronta, si possono definire diversi tipi di piedi piatti, dal meno grave al più grave.

Quali sono i sintomi ?

Il sintomo principale del piede piatto è il dolore mediale o della regione plantare, a volta un dolore alla caviglia o uno zoppicamento. Il dolore è localizzato sotto il malleolo interno lungo il segmento del tendine tibiale posteriore con, a volte, un rigonfiamento o un ispessimento della borsa retrocalcaneare.

Possiamo citare altri sintomi come:

  • lombalgia o lombo-radicolalgia,
  • ginocchia che rientrano verso l’interno,
  • talloni che deviano verso l’esterno,
  • cambiamento della forma del piede,
  • instabilità o sensazione di squilibrio su terreni irregolari,
  • usura interna delle scarpe,
  • dolore al malleolo.

Se il problema del piede piatto non viene curato, si possono sviluppare complicanze. Potresti avere problemi di infiammazione alla membrana che copre le ossa della tibia, delle ginocchia, delle anche, alluce valgo (“cipolla”), un indurimento dell’epidermide, problemi a livello delle caviglie, aponeurosi plantare, problemi di schiena, dolori ai tendini (per questo tipo di dolori è importante prevedere una [frase non terminata]), metatarsalgia e neuroma di Morton.

Dolore tendine tibiale posteriore

Come evolve il piede piatto se non viene curato?

In assenza di un trattamento adeguato, l’evoluzione spontanea del piede piatto è l’aggravarsi delle deformazioni e dei dolori. Un piede piatto evoluto può comportare complicanze e patologie annesse quali:

  • aponeurosi plantare o fascite eventualmente associata a una spina calcaneare,
  • sindrome di Morton,
  • dolori sotto l’avampiede o metatarsalgie,
  • alluce valgo o “cipolla”,
  • instabilità articolare della caviglia (cuneo-metatarsale),
  • dolore e instabilità tendinea (lussazione dei tendini peroneali),
  • tendinite al tendine d’Achille, rigidità, limitazioni articolari…

Ti consigliamo di farti visitare e di curare il piede piatto prima che compaiano delle complicanze. Negli altri casi, occorrerà discutere di un intervento chirurgico ai piedi piatti e al tendine del tibiale posteriore.

Il piede piatto degenerativo dell’adulto si aggrava lentamente. Occorrerà portare tassativamente dei plantari ortopedici da sostituire ogni anno. In compenso, nella maggior parte dei casi il piede piatto congenito del bambino si corregge con la crescita.

Caso particolare del bambino: il piede piatto persistente del bambino è spesso secondario ad una sinostosi o sincondrosi del retropiede. Il dolore è il sintomo principale mentre la deformazione evolve lentamente: occorre prevedere un trattamento chirurgico del piede piatto del bambino.

Come prevenire un piede piatto valgo per un intervento meno pesante ?

La prevenzione del piede piatto valgo per un intervento meno pesante si basa su misure semplici:

  • correzione dell’eccesso di peso (trattamento con dietista),
  • adattare le calzature: privilegiare una volta plantare importante e scarpe che blocchino correttamente il tallone.
Quale trattamento per il piede piatto (non chirurgico) ?

Il trattamento medico viene sempre proposto di prima intenzione. Il suo obiettivo è ottenere la sedazione dei dolori e prevenire l’aggravarsi della deformazione.

Ecco le principali misure del trattamento non chirurgico del piede piatto valgo:

  • adattare le scarpe, privilegiando scarpe e plantari ortopedici che sostengano correttamente l’arco plantare,
  • ortesi plantari correttive: sono realizzate dal podologo su prescrizione dopo aver preso l’impronta dei piedi. Sono eseguite su misura e permettono di suddividere le pressioni, sostenere la volta plantare del piede piatto e diminuire i dolori rinforzando al contempo l’equilibrio. Oltre al sostegno dell’arco, il podologo aggiunge spesso uno spessore extra a livello del tallone (zeppa per tallone) per correggere il “valgo del tallone”.
  • esercizio fisico privilegiando il potenziamento muscolare delle gambe,
  • lotta al sovrappeso,
  • fisioterapia: permette di rafforzare i muscoli e avere un miglior equilibrio muscolo-tendineo,
  • riposo e immobilizzazione sono previsti in caso di crisi dolorose acute.

Les techniques de l’opération du pied plat chez l’adulte

Parleremo ora delle diverse tecniche per operare il piede piatto e il piede valgo. Quando i dolori o la deformazione causano un disagio importante, si deve prendere in considerazione l’intervento chirurgico del piede piatto per gli adulti. È un intervento per correggere la forma del piede.

Quando la prevenzione e le misure mediche non sono più sufficienti, è necessario consultare un chirurgo specialista per discutere dell’intervento di piede piatto per gli adulti

Le operazioni di correzione dei piedi piatti dipendono dalla causa (è importante cercare l’origine) e dal tipo di piedi piatti: flessibili o elastici e rigidi.

In presenza di complicanze o di dolori persistenti, si può proporre un intervento chirurgico del piede piatto valgo che può essere associato ad una legamentoplastica. Ogni piede piatto valgo è particolare e solo una visita specializzata potrà informarti su come affrontarlo. Per conoscere esattamente la natura del trattamento da praticare, il chirurgo dovrà innanzitutto illustrare alcuni elementi durante la visita. La scelta della tecnica e la valutazione degli interventi da eseguire sono lasciate al chirurgo in funzione della gravità del danno e della complessità dell’intervento.

L’obiettivo dell’intervento è ridare al piede la sua forma anatomica di elica: la chirurgia del piede piatto è su più piani: riguarda il retropiede, il medio-piede e l’avampiede. Per arrivare a questo risultato, sono possibili diverse tecniche operatorie come la chirurgia classica detta “a cielo aperto”, la chirurgia percutanea o la chirurgia mini-invasiva. Queste moderne tecniche chirurgiche riducono il dolore postoperatorio e consentono una riabilitazione più rapida per le attività quotidiane.

Come si svolge l’operazione al piede piatto ?

Il ricovero in ospedale Solitamente l’intervento prevede un ricovero in ospedale di 2-3 notti. Tuttavia, per motivi diversi, si può allungare la durata del ricovero.

L’anestesia : Dovrai completare la visita anestesiologica obbligatoria con l’anestesista. Al termine di questa visita, l’anestesista ti spiegherà le possibili modalità di anestesia in base alle tue patologie e all’intervento chirurgico previsto. Se necessario, adatterà il tuo trattamento prima e dopo l’intervento e potrà prescriverti degli anticoagulanti, degli antidolorifici, degli antinfiammatori o altro.

Sono possibili diversi tipi di anestesia: anestesia locale o loco-regionale, cioè desensibilizzare solo la gamba, che è la più comune. Anche l’anestesia generale è una soluzione se preferisci dormire.

L’intervento

È importante notare che il chirurgo potrebbe trovarsi ad affrontare una situazione imprevista o insolita che richiede azioni diverse da quelle inizialmente previste. In questo caso il chirurgo spiegherà le difficoltà incontrate e gli interventi effettuati non appena ti sveglierai o tornerai nella tua camera.

L’OPERAZIONE CHIRURGICA PER PIEDE PIATTO FLESSIBILE

L’intervento chirurgico è detto “conservativo”, vale a dire che la mobilità delle articolazioni è conservata.

  1. Il retropiede: il primo obiettivo è riallineare il retropiede. La procedura può essere una osteotomia (sezione chirurgica dell’osso per modificarne l’asse, la dimensione o la forma) del calcagno per medializzarlo (traslazione) e spostarlo verso l’interno o il posizionamento di un impianto sotto-astragalico che correggerà la divergenza talo-calcaneare. Nel caso di un’osteotomia, l’osteosintesi è assicurata da un materiale specifico (vite, piastra o agrafe ossea).
  2. Il medio-piede: il chirurgo dovrà eseguire un’operazione sulla volta plantare per rimettere in tensione gli elementi che cedono (ritenzione del legamento plantare calcaneo-navicolare, riparazione e/o tenodesi del tendine tibiale posteriore). La correzione del retropiede e del medio-piede svelerà la supinazione compensativa dell’avampiede che occorre correggere chirurgicamente. Per arrivare a questo risultato sono possibili diverse tecniche chirurgiche.
  3. L’avampiede Nella maggior parte dei casi, il chirurgo esegue un’osteotomia di apertura del primo cuneiforme per abbassare il primo metatarso (osteotomia di Cotton) o un’artrodesi di Lapidus (fusione cuneo-metatarsale 1). Il piede piatto è spesso associato a un alluce valgo che potrà essere coretto durante lo stesso intervento.
  4. Il tendine d’Achille: nella maggior parte dei piedi piatti, si esegue un allungamento tendineo del tricipite a livello del polpaccio.

L’OPERAZIONE CHIRURGICA PER PIEDE PIATTO RIGIDO

Nel caso di piedi piatti fissi o non riducibili (stadio clinico 3 e 4) che possono essere associati ad un’artrosi della caviglia, la procedura chirurgica è detta “non conservativa”, vale a dire che la mobilità di alcune articolazioni non potrà essere conservata. L’obiettivo è correggere la forma del piede piatto e ricreare l’arco mediale fondendo (artrodesi) più articolazioni. Per eseguire un’artrodesi, prima di ritira la cartilagine articolare fino all’osso, poi le articolazioni vengono posizionate e fissate in una posizione che permetta di raddrizzare l’arco plantare e ridurre le deviazioni per ritrovare un appoggio corretto. Nei piedi piatti gravi, si esegue una doppia artrodesi o una tripla artrodesi.

L’operazione ai piedi piatti rigidi esige un’attenzione medica più spinta. Dopo questa operazione, la caviglia viene immobilizzata in un tutore, non si deve camminare per 4-6 settimane in attesa della fusione delle ossa.

Qual è il decorso post-operatorio?

Il carico

Dopo aver subito un’operazione ai piedi piatti per adulti, il piede sarà immobilizzato in un tutore per 3-6 settimane. È vietato appoggiare il piede a terra per 21 giorni e per spostarsi si usano delle stampelle, un deambulatore o una sedia a rotelle.

La medicazione e le cure a domicilio

Ogni 2 giorni occorre eseguire una medicazione fino alla completa guarigione della ferita. La segretaria ti preparerà una ricetta.

L’edema

L’edema non è una complicanza ma un fenomeno comune dopo un’operazione al piede piatto. Per accelerare il riassorbimento, si raccomanda di eseguire impacchi di ghiaccio regolari al piede e di tenerlo sollevato quando inizi a sentire che si gonfia. Servono circa 2 mesi perché l’edema venga riassorbito all’80% e da 6 a 9 mesi perché il piede si sgonfi completamente.

I trattamenti farmacologici

A seconda della tua storia medica, delle tue comorbilità e della tua autonomia, l’anestesista può prescrivere un trattamento anticoagulante per iniezione (via sottocutanea) o per via orale (per os). Questo trattamento aiuta a prevenire la comparsa della flebite, cioè la formazione di un coagulo nelle vene.

Si consiglia vivamente di assumere sistematicamente gli antidolorifici prescritti per i 5 giorni successivi all’intervento per diminuire il rischio di algodistrofia (complicanza).

La fisioterapaia

La fisioterapia è sistematica, la sua durata sarà valutata dal chirurgo durante la prima visita post-operatoria. Per accelerare il recupero funzionale e il riassorbimento dell’edema è fondamentale l’auto-riabilitazione (muovere le dita).

Guidare e lavorare

Si potrà guidare un veicolo dopo la rimozione del tutore e dopo aver ripreso l’appoggio completo del piede (tranne se si è stati operati al piede sinistro e si possiede un’auto con cambio automatico). Ci si dovrà astenere dal lavoro per 2-6 mesi a seconda della tecnica operatoria e della professione del paziente.

Le attività sportive

Si potranno riprendere le attività sportive progressivamente dopo 3-6 mesi in base al tipo di operazione al piede piatto e al tipo di attività sportiva.

L'assistenza post operatoria

Sono necessarie due visite postoperatorie: al 21° giorno e poi 60 giorni dopo l’intervento.

Hai dubbi ?

Al momento dell’operazione, la segretaria ti consegnerà un foglio con le istruzioni e con il numero di cellulare del Dott. Lopez. Per qualsiasi ulteriore domanda o in caso di problemi puoi contattare il medico o la segreteria.

È necessario trattare il piede piatto nel momento in cui diventa doloroso. Il trattamento è medico di prima intenzione e chirurgico di seconda intenzione se il fastidio funzionale persiste.

Se hai domande e ti servono consigli, non esitare a contattarci. Puoi anche consultare le FAQ, in particolare se desideri sapere come si procede e quanto costa un’operazione ai piedi piatti.

Quali sono le complicanze dell’intervento?

La chirurgia del piede piatto per adulti espone a rischi e complicanze per una percentuale inferiore all’1%. Tra le più frequenti, citiamo la trombosi, l’infezione, l’algodistrofia, le lesioni nervose o la non consolidazione delle artrodesi (pseudartrodesi).

I sintomi sono, ad esempio, un dolore al polpaccio o segni locali di infezione (arrossamento, drenaggio purulento, disunione della cicatrice, febbre). Alcune complicanze, come la non consolidazione nel caso di un’operazione di artrodesi dei piedi piatti, richiedono un nuovo intervento. Si può anche osservare un fastidio legato al materiale impiantato (in questo caso è frequente rimuoverlo dopo 6 mesi).

Il seguente elenco di complicanze non è esaustivo, ma vengono menzionate le complicanze più frequenti.

Qualsiasi intervento chirurgico espone a complicanze comuni e specifiche per il tipo di intervento eseguito. Questo rischio varia da individuo a individuo a seconda dell’età, delle co-morbilità (ipertensione, diabete, cattive condizioni della pelle...) e dello stile di vita (fumo, alcol, pratica di un’attività sportiva).

Alcune complicanze possono essere prevenute con semplici misure come:

Complicanze comuni

Complicanze specifiche

FAQ

Les pieds plats valgus
Che cos’è un piede piatto valgo?

Il piede piatto valgo è caratterizzato dal collasso dell’arco mediale del piede. Comporta la diminuzione dell’altezza della volta plantare mentre il tallone si sposta verso l’esterno. Le strutture mediali possono scompensarsi e causare dolore.

Quale specialista per trattare un piede piatto valgo?

In presenza di un piede piatto, puoi consultare un podologo, il medico curante o un chirurgo specialista. Indipendentemente dallo specialista a cui ti rivolgerai, il trattamento medico e non chirurgico è sempre indicato come prima intenzione. In caso di fallimento puoi consultare il Dott. Lopez che ti visiterà e ti proporrà un intervento al piede piatto a Nizza (dal 2021, il dottor Lopez non esegue più interventi ai piedi piatti a Monaco perché ha cessato la sua attività. Opera esclusivamente alla clinica Saint George di Nizza). Per i pazienti che abitano sull’“Isola della bellezza”, a volte è difficile prendere un appuntamento con un chirurgo del piede piatto in Corsica. Se non riesci a fissare un appuntamento, il Dott. Lopez potrà riceverti a Nizza o a Cap d’Ail.

Come curare un piede piatto valgo?

Nei piedi piatti dolorosi allo stadio 1, il trattamento è l’uso di plantari ortopedici adattati. Nei piedi piatti dolorosi flessibili e riducibili (stadio 2), occorre prevedere una chirurgia conservativa. Nei piedi piatti dolorosi evoluti e non riducibili (detti “fissi”), la procedura chirurgica è non conservativa (artrodesi).

Come curare un piede piatto valgo?

Nei piedi piatti dolorosi allo stadio 1, il trattamento è l’uso di plantari ortopedici adattati. Nei piedi piatti dolorosi flessibili e riducibili (stadio 2), occorre prevedere una chirurgia conservativa. Nei piedi piatti dolorosi evoluti e non riducibili (detti “fissi”), la procedura chirurgica è non conservativa (artrodesi).

Come operare un piede piatto valgo?

Le tecniche operatorie sono numerose e vengono adattate ad ogni tipo di piede e di paziente. L’obiettivo della chirurgia resta quello di ri-scavare l’arco mediale del piede agendo su tutte le parti del piede: retropiede, medio-piede e avampiede.

Quanto dura l’operazione a un piede piatto valgo?

La durata dell’intervento per piede piatto varia in base alla tecnica operatoria e al tipo di gesti eseguiti. Occorre calcolare in media da 1 a 3 ore.

Che anestesia viene fatta per l’operazione di un piede piatto valgo?

Dovrai completare la visita anestesiologica obbligatoria con l’anestesista. Al termine di questa visita, l’anestesista ti spiegherà le possibili modalità di anestesia in base alle tue patologie e all’intervento chirurgico previsto. Se necessario, adatterà il tuo trattamento prima e dopo l’intervento e potrà prescriverti degli anticoagulanti, degli antidolorifici, degli antinfiammatori o altro.

Sono possibili diversi tipi di anestesia: anestesia locale o loco-regionale, cioè desensibilizzare solo la gamba, che è la più comune. Anche l’anestesia generale è una soluzione se preferisci dormire.

Che dolore si sente durante l’operazione di un piede piatto valgo?

Il dolore è acuto nei 3 giorni successivi all’operazione. Immediatamente dopo l’operazione, il dolore non si sente perché il piede resta addormentato per parecchie ore. Poi gli antalgici prescritti dall’anestesista alleviano il dolore correttamente. Per diminuire i fenomeni dolorosi, è essenziale prendere gli antalgici in modo sistematico per 72 ore.

Devi anche fare degli impacchi di ghiaccio regolari al piede operato. Si può anche posare un catetere peri-nervoso che garantisce un’analgesia completa di parecchi giorni.

Qual è il periodo di immobilità dopo un intervento per un piede piatto valgo?

In media non si può camminare per 3-8 settimane.

Posso guidare dopo un intervento chirurgico per piede piatto valgo?

Potrai guidare dopo 3-6 settimane. Anche se il chirurgo ti autorizza a guidare, contatta la tua assicurazione auto per verificare di essere coperto in caso di incidente.

Si possono operare i 2 piedi contemporaneamente?

No, non si possono operare i 2 piedi contemporaneamente. Se devi operare 2 piedi piatti, ti consigliamo di rispettare un intervallo di 6 mesi tra le 2 operazioni.

Quanto costa l’intervento di un piede piatto valgo?

La chirurgia dei piedi piatti e il suo prezzo dipendono dal tipo di piedi piatti, dall’origine delle cause e dallo stadio dell’evoluzione. Il prezzo di un intervento per piede piatto è funzione della durata dell’intervento e della difficoltà dei gesti operatori. La previdenza sociale copre i costi dell’operazione. Il rimborso delle spese per altri onorari dipende dalla propria mutua. Il costo medio a carico dopo il rimborso da parte della mutua è di 500€.

Avete bisogno di un intervento chirurgico al piede piatto ?

Contattare il dott. Julien Lopez.