Esostosi del tarso
L’esostosi del tarso è caratterizzata da una deformazione, una sorta di protuberanza a livello del collo del piede. Il Dott. Julien Lopez propone di curarlo.
Definizione dell’esostosi del tarso
L’esostosi del tarso del piede è una protuberanza dorsale delle ossa o del tarso che rende difficile mettere le scarpe.
Il tarso è la regione posteriore dello scheletro del piede.
È composto dalle 7 ossa del piede:
- l’astragalo, l’unico osso che si articola con le ossa della gamba, della tibia e del perone,
- il calcagno, che forma il tallone e che è l’osso più voluminoso e più solido del piede,
- l’osso cuboide, un osso a forma cubica situato verso la parte laterale del piede,
- l’osso navicolare, un osso appiattito a forma di barca situato verso il lato mediale del piede,
- le 3 ossa cuneiformi.
Questa deformazione è legata a una ipertrofia ossea del perimetro osseo dell'articolazione tra il 1° cuneiforme e la base del 1° metatarso. In generale è aggravata da una curvatura eccessiva del piede. La protuberanza che si forma va a sfregare contro la scarpa. Si sviluppa allora una sorta di guscio tissutale (o igroma) che protegge il piede dallo sfregamento.
Questa malformazione può gonfiarsi, infiammarsi e provocare dolore.
Esostosi del tarso: cause e fattori aggravanti
L’esostosi del tarso può essere dovuta a diverse cause.
- Un paziente con un piede cavo ha più possibilità di sviluppare una deformazione del tarso a causa della curvatura del piede.
- Anche l’artrosi delle articolazioni del tarso è un fattore aggravante. L’usura della cartilagine dell’articolazione provocherà la formazione di escrescenze ossee.
Esostosi del tarso: i sintomi
I sintomi dell’esostosi del tarso sono di vario tipo:
- sfregamento della tumefazione con la scarpa che provoca infiammazione e forti dolori,
- irritazione dei nervi situati sulla parte dorsale del piede che dà sensazioni di scariche elettriche e di perdita di sensibilità,
- tendiniti ai tendini estensori, in particolare il tendine lungo estensore dell’alluce,
- difficoltà a infilare alcuni tipi di scarpe.
Diagnosi dell’esostosi del tarso dolorosa
Il dottor Julien Lopez potrà prescrivere altri esami per confermare la diagnosi di esostosi del tarso dolorosa.
Servirà una serie di esami di imaging medico:
- lastre dei 2 piedi sotto carico per identificare l’importanza del piede cavo, la deformazione e un’eventuale artrosi cuneo-metatarsale con osteofiti dorsali,
- ecografia per identificare la consistenza dell’igroma,
- altri esami potranno essere prescritti a seconda dei casi (risonanza, scanner, scintigrafia).
Esostosi del tarso: i trattamenti non chirurgici
In caso di esostosi del tarso, il trattamento non chirurgico è il trattamento di prima intenzione.
Il dottor Julien Lopez potrà prescriverti:
- un trattamento a base di antalgici e antinfiammatori per via orale per alleviare in modo efficace il dolore,
- l’uso di plantari ortopedici per sostenere la volta plantare,
- l’uso di una fasciatura per proteggere la parte superiore del piede dagli sfregamenti,
- infiltrazioni di corticosteroidi e aspirazione dell’igroma per ridurre l'infiammazione.
Esostosi del tarso: operazione e convalescenza
Se il trattamento medico non allevia in modo efficace i sintomi dell’esostosi del tarso, il chirurgo può proporti un’operazione.
Il ricovero in ospedale
In generale l’operazione per esostosi del tarso viene eseguita in regime ambulatoriale. Il paziente potrà tornare a casa dopo solo qualche ora dalla fine dell’operazione.
L’anestesia
La visita pre-operatoria con un medico anestesista è obbligatoria.
In generale l’intervento è eseguito in anestesia loco-regionale.
L’intervento
L’intervento per esostosi del tarso consiste nel piallare la protuberanza dorsale del tarso.
Esistono 2 approcci chirurgici.
Chirurgia percutanea
In generale la chirurgia percutanea viene privilegiata dal chirurgo perché presenta meno svantaggi rispetto alla chirurgia classica: riduzione della dimensione delle cicatrici, convalescenza più rapida, rischio di infezione meno elevato… Questa tecnica permette di eliminare il conflitto osseo.
L’intervento è praticato con un’incisione di 2 mm a livello dell’articolazione per eseguire l’ablazione dell’osso in eccesso. Il chirurgo specialista dell’operazione dell’esostosi del tarso si orienta con un sistema di imaging.
La chirurgia classica dei tessuti molli
La chirurgia classica o “a cielo aperto” è più invasiva della chirurgia percutanea. Permette di risolvere il conflitto osseo ma anche di eseguire la resezione dell’igroma.
Il decorso post-operatorio
Una volta eseguito l’intervento, il dottor Julien Lopez ti illustrerà la procedura da seguire per una buona convalescenza.
Il piede operato deve stare a riposo per 15 giorni dopo l’operazione anche se è possibile camminare (in assenza di dolore).
Si consiglierà anche di fare impacchi di ghiaccio più volte al giorno per limitare il gonfiore post-operatorio.
L’assenza dal lavoro dopo un’operazione per l’esostosi del tarso va da 2 a 4 settimane.