Esostosi del tarso

L’esostosi del tarso è caratterizzata da una deformazione, una sorta di protuberanza a livello del collo del piede. Il Dott. Julien Lopez propone di curarlo.

Definizione dell’esostosi del tarso

L’esostosi del tarso del piede è una protuberanza dorsale delle ossa o del tarso che rende difficile mettere le scarpe.

Il tarso è la regione posteriore dello scheletro del piede.

È composto dalle 7 ossa del piede:

Questa deformazione è legata a una ipertrofia ossea del perimetro osseo dell'articolazione tra il 1° cuneiforme e la base del 1° metatarso. In generale è aggravata da una curvatura eccessiva del piede. La protuberanza che si forma va a sfregare contro la scarpa. Si sviluppa allora una sorta di guscio tissutale (o igroma) che protegge il piede dallo sfregamento.

Questa malformazione può gonfiarsi, infiammarsi e provocare dolore.

Esostosi del tarso: cause e fattori aggravanti

L’esostosi del tarso può essere dovuta a diverse cause.

Esostosi del tarso: i sintomi

I sintomi dell’esostosi del tarso sono di vario tipo:

Diagnosi dell’esostosi del tarso dolorosa

Il dottor Julien Lopez potrà prescrivere altri esami per confermare la diagnosi di esostosi del tarso dolorosa.

Servirà una serie di esami di imaging medico:

Esostosi del tarso: i trattamenti non chirurgici

In caso di esostosi del tarso, il trattamento non chirurgico è il trattamento di prima intenzione.

Il dottor Julien Lopez potrà prescriverti:

Esostosi del tarso: operazione e convalescenza

Se il trattamento medico non allevia in modo efficace i sintomi dell’esostosi del tarso, il chirurgo può proporti un’operazione.

Il ricovero in ospedale

In generale l’operazione per esostosi del tarso viene eseguita in regime ambulatoriale. Il paziente potrà tornare a casa dopo solo qualche ora dalla fine dell’operazione.

L’anestesia

La visita pre-operatoria con un medico anestesista è obbligatoria.

In generale l’intervento è eseguito in anestesia loco-regionale.

L’intervento

L’intervento per esostosi del tarso consiste nel piallare la protuberanza dorsale del tarso.

Esistono 2 approcci chirurgici.

Chirurgia percutanea

In generale la chirurgia percutanea viene privilegiata dal chirurgo perché presenta meno svantaggi rispetto alla chirurgia classica: riduzione della dimensione delle cicatrici, convalescenza più rapida, rischio di infezione meno elevato… Questa tecnica permette di eliminare il conflitto osseo.

L’intervento è praticato con un’incisione di 2 mm a livello dell’articolazione per eseguire l’ablazione dell’osso in eccesso. Il chirurgo specialista dell’operazione dell’esostosi del tarso si orienta con un sistema di imaging.

La chirurgia classica dei tessuti molli

La chirurgia classica o “a cielo aperto” è più invasiva della chirurgia percutanea. Permette di risolvere il conflitto osseo ma anche di eseguire la resezione dell’igroma.

Il decorso post-operatorio

Una volta eseguito l’intervento, il dottor Julien Lopez ti illustrerà la procedura da seguire per una buona convalescenza.

Il piede operato deve stare a riposo per 15 giorni dopo l’operazione anche se è possibile camminare (in assenza di dolore).

Si consiglierà anche di fare impacchi di ghiaccio più volte al giorno per limitare il gonfiore post-operatorio.

L’assenza dal lavoro dopo un’operazione per l’esostosi del tarso va da 2 a 4 settimane.