Il Dott. Julien Lopez, uno specialista che opera la bunionette del piede

Vuoi sapere quale specialista o chirurgo opera una bunionette del piede? Il Dott. Julien Lopez, chirurgo esclusivo del piede, ti spiega tutto sul trattamento della bunionette del piede e sull’operazione del quintus varus.

Che cos’è la bunionette del piede ?

Viene soprannominato familiarmente “bunionette”, alluce valgo del mignolo, digitus quintus varus o ancora quintus varus supraductus. Il nome medico di questa condizione è “quintus varus” e indica una deformazione del mignolo del piede: il 5° dito del piede ruota verso l’interno del piede mentre il 5° metatarso devia verso l’esterno del piede.


Quando il trattamento medico fallisce, la chirurgia del quintus varus per il mignolo del piede è una soluzione semplice ed efficace con poche complicanze. Alla visita con il tuo chirurgo del digitus quintus varus si potrà fare la diagnosi, proporre un trattamento medico o, se necessario, un trattamento chirurgico.

Da cosa è causato e quali sono i fattori aggravanti ?

Il quintus varus è una deformazione del 5° dito del piede, spesso congenita e che si aggrava con l’età.

Sul piano fisiopatologico, il quintus varus è una patologia simile all’alluce valgo: è per il 5° dito del piede ciò che l’alluce valgo è per il primo raggio del piede. Si parla di quintus varus “supraductus” quando il 5° dito del piede si accavalla al 4° dito e di “infraductus” quando passa sotto (come dice lo stesso termine).

La deformazione in quintus varus è dovuta a deviazioni ossee. Il 5° metatarso devia verso l’esterno mentre contemporaneamente la falange del mignolo si inclina verso l’interno, formando una “pallina”. Questa deformazione è mantenuta dalla retrazione delle parti molli del 5° dito, come i tendini estensori o flessori o la capsula articolare. È il motivo per cui il trattamento medico è difficile.

Alcuni fattori favoriscono questa deformazione, come ad esempio camminare sul bordo esterno del piede o portare scarpe strette e rigide o tacchi alti. Sembra tuttavia che questi fattori non bastino da soli: è, infatti, l’unione con l’anomalia della forma ossea a generare un disturbo funzionale.

Altri fattori che favoriscono la bunionette:

  • forma del piede piatto o cavo,
  • alcune malattie infiammatorie croniche (poliartrite infiammatoria),
  • traumi pregressi,
  • patologia congenita,
  • alcuni sport come lo sci o la danza.

Quali sono i sintomi della bunionette del piede?

La visita è il più delle volte motivata dal dolore, dal fastidio a mettere le scarpe o dalla deformazione dolorosa del bordo esterno del piede. Questa deformazione modifica gli appoggi del 5° dito, il che può causare dolori o un conflitto con le scarpe, soprattutto se sono strette. A volta mettersi le scarpe è difficile se non addirittura impossibile. Come reazione a questi sfregamenti anomali, il corpo sviluppa una borsa sierosa di difesa, la “borsite” (che è una sacca piena di liquido che separa le ossa, i tendini e i muscoli). Questa borsite, inizialmente protettiva, può infiammarsi ed essere dolorosa impedendo l’uso di qualsiasi scarpa: si parla allora di “borsite acuta”. È facilmente riconoscibile sotto forma di versamento e rigonfiamento cutaneo rosso.

Il dolore provato con la bunionette del piede rientra nel grande campo diagnostico delle metatarsalgie, ovvero dei dolori all’avampiede. Oltre al dolore, la bunionette del piede può avere i seguenti sintomi:

  • difficoltà a mettere le scarpe, per cui è necessario adattare e privilegiare scarpe più morbide e ampie,
  • dolore mentre si scia (dilettante o professionista),
  • calli al piede, ipercheratosi, strato corneo o callosità sulle zone di sfregamento,
  • 5° dito che va verso l’alto (supraductus) o verso il basso (infraductus),
  • borsite e arrossamento,
  • tiloma,
  • segni associati come dita a martello o alluce valgo,
  • complicanze: infezioni o piaghe.

Una volta fatta la diagnosi, è essenziale eseguire un bilancio radiografico standard sotto carico, che permetterà al chirurgo di confermare la diagnosi e valutare la forma complessiva dell’avampiede per proporre la soluzione chirurgica più adatta.

Come evolve ?

Se si lascia evolvere la situazione senza curarla, la bunionette del piede tenderà a peggiorare nel tempo, provocando dolori e rendendo sempre più difficile portare le scarpe.


Il meccanismo di questo aggravamento è simile all’alluce valgo. Poiché il dito è deviato, i tendini si ritraggono, aumentando la deformazione e così via. In rari casi, queste deformazioni possono complicarsi gravemente come nei pazienti diabetici in cui il rischio è un’ulcerazione (piaga) con rischio elevato di infezione grave. Infatti, in questi casi, l’apertura cutanea si verifica in cima alla deformazione di fronte alla borsite e all’articolazione: si può verificare un’artrite (infezione articolare) o una osteite (infezione dell’osso).

Elenco dei sintomi principali e delle possibili complicanze del quintus varus:

  • dolore e disagio,
  • difficoltà a mettere le scarpe,
  • infiammazione della borsa (borsite acuta),
  • aggravamento della deformazione (quintus varus supraductus o infraductus),
  • tiloma o ulcerazione del 4° e/o 5° dito,
  • complicanze cutanee: piaga aperta,
  • complicanze infettive: infezione articolare o ossea,
  • artrosi, sublussazione, lussazione…

Per limitare il rischio di queste complicanze, è essenziale trattare il problema non appena compaiono i primi sintomi e consultare un chirurgo del digitus quintus varus.

Comment traiter un quintus varus ?

Trattamento del Quintus varus ?

Prima della cura è essenziale fare la diagnosi. La bunionette è facilmente identificabile perché colpisce il 5° dito del piede, contrariamente all’alluce valgo o alle dita a martello che colpiscono le altre dita.

Una volta fatta la diagnosi, occorre proporre sempre il trattamento non chirurgico. Le diverse misure per la bunionette del piede e il suo trattamento sono le seguenti.

  • La prima misura del trattamento consiste nel modificare e adattare le scarpe per eliminare il conflitto meccanico. Nel caso di uno sciatore professionista, si potranno ad esempio mettere delle scarpe più larghe o termformare a caldo lo scarpone al piede.
  • Ortesi dei piedi in farmacia: si tratta di dispositivi ortopedici di serie come il Digitube o un separatore di dita.
  • Ortesi personalizzate per dita: sono ortesi su misura (ortoplastiche). Sono in silicone e modellate sul piede del paziente.
  • Plantari: realizzati su misura dal podologo.
  • Farmaci: antalgici o antinfiammatori per via locale (creme e pomate) o per via orale (per os).
  • Trattamenti di pedicure: hanno l’obiettivo di eliminare i calli e il tessuto corneo per diminuire il conflitto meccanico e l’irritazione.

Nel caso particolare di una borsite acuta, si consiglia di camminare a piedi nudi o in pantofole per qualche giorno.

Se queste misure non sono efficaci e il disturbo funzionale persiste, si può prendere in considerazione un trattamento chirurgico. In questo caso, occorre consultare un professionista per discutere di un’operazione di alluce valgo del mignolo o bunionette

Come prevenire il quintus varus ?

Come detto in precedenza, il quintus deve essere curato al più presto possibile. Se si pensa di avere un inizio di bunionette del piede, vale a dire una deformazione senza dolore né conflitto con le scarpe, si può prevenire l’aggravamento con semplici misure preventive:

  • evitare il sovrappeso,
  • preferire scarpe piatte ed evitare di usare i tacchi alti,
  • preferire scarpe con un avampiede largo che non stringa le dita,
  • far realizzare plantari su misura (da cambiare ogni anno).
Come si svolge l’operazione del quintus varus?

Per conoscere esattamente la natura del trattamento da praticare per la bunionette del piede e per l’intervento, il chirurgo dovrà innanzitutto illustrare alcuni elementi durante la visita. La scelta della tecnica e la valutazione degli interventi da eseguire è lasciata al chirurgo in funzione della gravità del danno e della complessità dell’intervento. Le vie di accesso da pochi millimetri ad alcuni centimetri dipendono dalla tecnica utilizzata.

La chirurgia percutanea (micro-incisioni) e mini-invasiva sono ampiamente applicate nel trattamento chirurgico della bunionette del piede. Le procedure chirurgiche eseguite sono le stesse della chirurgia classica, tranne per il fatto che vengono praticate incisioni più piccole. Queste moderne tecniche chirurgiche riducono il dolore postoperatorio e consentono una riabilitazione più rapida per le attività quotidiane.

L’obiettivo principale dell’intervento del quintus varus è avere un piede senza dolore e calzabile. I calli (ipercheratosi plantare) scompaiono in poche settimane eliminando il carico eccessivo e il conflitto meccanico. Questa scomparsa dimostra l’efficacia dell’intervento.

Il ricovero in ospedale

L’intervento viene fatto solitamente in regime ambulatoriale (durata del ricovero: un giorno). Tuttavia, per vari motivi, è possibile programmare qualche giorno di ricovero ospedaliero a seconda della propria situazione sociale e delle patologie associate.

L’anestesia

Dovrai completare la visita anestesiologica obbligatoria con l’anestesista. Al termine di questa visita, l’anestesista ti spiegherà le possibili modalità di anestesia in base alle tue patologie e all’intervento chirurgico previsto. Se necessario, adatterà il tuo trattamento prima e dopo l’intervento e potrà prescriverti degli anticoagulanti, degli antidolorifici, degli antinfiammatori o altro.

Sono possibili diversi tipi di anestesia: anestesia locale o loco-regionale, cioè desensibilizzare solo la gamba, che è la più comune. Anche l’anestesia generale è una soluzione se preferisci dormire.

L’intervento
  • Prima dell’intervento a un quintus varus: verrai sistemato su una barella e portato nella sala di pre-anestesia. Prima di entrare in sala operatoria verrà eseguita l’anestesia loco-regionale.
  • Sistemazione in sala operatoria: verrai installato in posizione supina, cioè sulla schiena.
  • Il laccio emostatico: solitamente, durante tutta la procedura, viene posizionato un laccio emostatico alla caviglia per prevenire sanguinamenti.
  • L’incisione: l’incisione misura pochi millimetri con la tecnica percutanea (chirurgia mini-invasiva o micro-invasiva). Il chirurgo opera utilizzando strumenti specifici attraverso la pelle e una macchina a raggi X pre-operatoria. Il chirurgo esegue prima una sezione delle strutture ritratte e poi le osteotomie. La cosiddetta tecnica “a cielo aperto” richiede un’incisione di alcuni centimetri; questa tecnica è utile nelle deformità gravi: la cicatrice viene praticata sulla parte superiore del dito o sul lato.
  • L’intervento: l’obiettivo dell’intervento chirurgico è riallineare il 5° dito e distendere le parti ritratte. La correzione è possibile traslando la testa del metatarso ed eventualmente effettuando una frattura sulla prima falange per ottimizzare la correzione. Questa traslazione fa scomparire la protuberanza. Spesso viene eseguita una tenotomia (allungamento del tendine) o la liberazione dell’apparato articolare (artrolisi MP5). Alla fine dell’intervento, si può posizionare un chiodo temporaneo sull’asse del dito, che non impedisce di camminare e che verrà tolto alla visita post-operatoria (G21).
  • Tempo operatorio: la durata dell’intervento chirurgico è relativamente breve, generalmente 30 minuti. L’intervento può richiedere più tempo in caso di procedure associate o di difficoltà operatorie.
  • Il materiale: nella maggior parte dei casi le osteotomie eseguite non sono fissate e non richiedono materiali di fissaggio. In altri casi, le fratture esigono il fissaggio con viti, chiodi o fili.
  • Al termine dell’intervento: il chirurgo esegue una medicazione che dovrà essere tenuta per 21 giorni.

È importante notare che il chirurgo potrebbe trovarsi ad affrontare una situazione imprevista o insolita che richiede azioni diverse da quelle inizialmente previste. In questo caso il chirurgo spiegherà le difficoltà incontrate e gli interventi effettuati non appena ti sveglierai o tornerai nella tua camera.

Qual è il decorso post-operatorio ?

Il carico

All’uscita dal blocco operatorio il carico è autorizzato nella maggior parte dei casi, a condizione di indossare la scarpa speciale prescritta durante la visita. Questa scarpa deve essere portata per almeno 15 giorni. Passato questo periodo, si possono rimettere le scarpe classiche se il dolore lo consente. Devi sforzarti di camminare con tutto il piede e non solo con il bordo interno. Nei primi giorni possono essere utili delle stampelle per facilitare la deambulazione.

La medicazione

A fine intervento, il chirurgo esegue una medicazione prendendo il 5° dito. Questa medicazione fa parte integrante del trattamento chirurgico e deve essere tenuta fino alla visita successiva. Può essere tolta o modificata esclusivamente dal chirurgo, anche se fosse macchiata di sangue. Se sei preoccupato, contatta al più presto la segreteria per far controllare la medicazione. Rifaremo la medicazione per assicurarci che non ci siano problemi. La prima medicazione verrà cambiata da noi durante la visita post-operatoria 21 giorni dopo l’operazione.

L’edema

L’edema non è una complicanza ma un fenomeno comune dopo un’operazione di questo tipo. Per accelerare il riassorbimento, si raccomanda di eseguire impacchi di ghiaccio regolari al piede e di tenerlo sollevato quando inizi a sentire che si gonfia. Servono circa 2 mesi perché l’edema venga riassorbito all’80% e da 6 a 9 mesi perché il piede si sgonfi completamente.

Le cure a domicilio

Salvo parere contrario del chirurgo, non sono necessarie medicazioni.

Les traitements médicamenteux

A seconda della tua storia medica, delle tue comorbilità e della tua autonomia, l’anestesista può prescrivere un trattamento anticoagulante per iniezione (via sottocutanea) o per via orale (per os). Questo trattamento aiuta a prevenire la comparsa della flebite, cioè la formazione di un coagulo nelle vene.

Si consiglia vivamente di assumere sistematicamente gli antidolorifici prescritti per i 2 giorni successivi all’intervento.

La kinésithérapie

La fisioterapia non è sistematica, la sua utilità sarà valutata dal chirurgo durante la prima visita post-operatoria. Per accelerare il recupero funzionale e il riassorbimento dell’edema è fondamentale l’auto-riabilitazione. Se necessario, ti verranno prescritte delle sedute di fisioterapia durante la prima visita post-operatoria.

Guidare e lavorare

Guidare un’auto è vietato per 3 settimane (tranne se si è stati operati al piede sinistro e si guida un’auto con cambio automatico). La durata media dell’interruzione del lavoro è compresa tra 30 e 60 giorni in base all’attività professionale.

Le attività sportive

La ripresa del nuoto e del ciclismo è consentita dopo il 1° mese e la ripresa delle altre attività dopo il 2° mese dall’operazione.

Le suivi post-opératoire

La ripresa del nuoto e del ciclismo è consentita dopo il 1° mese e la ripresa delle altre attività dopo il 2° mese dall’operazione.

Hai dubbi ?

Lors de l’opération, la secrétaire vous remettra une feuille de consignes avec le numéro de téléphone portable du Dr Lopez. Pour toute question complémentaire ou en cas de problème vous pouvez le contacter ou appeler son secrétariat.

In conclusione

L’intervento di ortoplastica del quintus varus ti permetterà di riallineare il 5° raggio in modo da eliminare la protuberanza e il conflitto con la scarpa. Questo riallineamento è possibile realizzando piccole fratture ossee (osteotomia) e liberando le parti molli. La procedura viene eseguita in regime ambulatoriale e il carico viene autorizzato immediatamente.

Complicanze

Il seguente elenco di complicanze non è esaustivo, ma vengono menzionate le complicanze più frequenti.

L’intervento per bunionette del piede espone a complicanze comuni e specifiche per il tipo di intervento eseguito. Questo rischio varia da individuo a individuo a seconda dell’età, delle co-morbilità (ipertensione, diabete, cattive condizioni della pelle...) e dello stile di vita (fumo, alcol, pratica di un’attività sportiva).

Alcune complicanze possono essere prevenute con semplici misure come:

  • rispetto delle istruzioni postoperatorie,
  • smettere di fumare.

Complicanze comuni

  • L’ematoma è una complicanza poco frequente, favorita da alcuni trattamenti farmacologici (anticoagulanti). Alcuni farmaci rischiosi possono essere sospesi e sostituiti dall’anestesista. L’ematoma richiede raramente una revisione chirurgica; molto spesso si risolve con ghiaccio e riposo.
  • I problemi di cicatrizzazione sono eccezionali grazie all’utilizzo di una tecnica combinata mini-invasiva e percutanea. Possono verificarsi maggiormente in caso di fumo e di cattive condizioni cutanee.
  • L’edema non è una complicanza ma una reazione dell’organismo all’aggressività rappresentata dall’intervento chirurgico. Per ridurne l’importanza è utile effettuare un’auto-riabilitazione muovendo le dita, limitare il movimento per 15 giorni e tenere il piede sollevato il più possibile quando si è distesi.
  • La tromboflebite è la formazione di un coagulo in una vena, per lo più nella gamba o nel piede. Per la sua prevenzione si somministra un trattamento anticoagulante per 10 giorni.
  • L’algodistrofia o “sindrome dolorosa regionale complessa” è una reazione esagerata dell’organismo all’aggressività rappresentata dall’intervento chirurgico. I sintomi sono: arrossamento, rigidità, edema e dolore. L’evoluzione è sempre verso una guarigione senza postumi ma è lunga (fino a 18 mesi). Alcuni semplici accorgimenti riducono al minimo questo rischio: - non lasciare che il dolore si consolidi, assumere sistematicamente gli antidolorifici prescritti dal chirurgo durante le 48 ore successive all’intervento,- assumere il trattamento pre-operatorio (vitamina C),- in caso di algodistrofia pregressa, ti verrà prescritto un farmaco prima dell’intervento (Lyrica)
  • Un’infezione può verificarsi nonostante le precauzioni (doccia pre-operatoria, preparazione chirurgica asettica). Deve essere presa in considerazione in caso di febbre, disunione della cicatrice, secrezione purulenta o arrossamento significativo. Richiede una consulenza chirurgica.

Complicanze specifiche

L’ipercorrezione è un eccesso di correzione: il 5° dito devia verso l’esterno del piede. Questa complicanza richiede una revisione chirurgica.

  • La correzione insufficiente è la persistenza di una deviazione dopo l’intervento.
  • La pseudoartrosi è l’assenza di consolidazione delle fratture. Questa complicanza è rara. Richiede una revisione chirurgica se è dolorosa e invalidante.
  • La necrosi ossea è la morte dell’osso a causa del danneggiamento della sua vascolarizzazione.
  • La recidiva della deformazione è la sua ricomparsa a distanza dall’intervento chirurgico per bunionette del mignolo.
  • L’artrosi è l’usura della cartilagine dell’articolazione metatarso-falangea.
  • Complicanze di prossimità: data la vicinanza della zona operatoria con gli elementi ossei, tendinei, vascolari o nervosi, possono esserci in modo diretto o indiretto delle conseguenze su questi elementi di prossimità (emorragia, ematoma, paresi, paralisi, insensibilità, deficit di mobilità, rigidità articolare…). Tenuto conto della posizione della cicatrice, la lesione di un piccolo nervo può causare insensibilità ovvero dolori persistenti. In alcuni casi, può essere necessario intervenire di nuovo, per drenare un ematoma, decomprimere un nervo, liberare dei tendini…
  • Lo spostamento secondario è lo spostamento delle fratture o delle viti durante il periodo di consolidazione ossea. La protezione del carico con la scarpa post-operatoria diminuisce questo rischio. Si verifica per lo più dopo un trauma o dopo un atterraggio improvviso sul piede operato.

FAQ

Che cos’è una bunionette?

Il quintus varus è una deformazione del 5° dito del piede, spesso congenita e che si aggrava con l’età.

Sul piano fisiopatologico, il quintus varus è una patologia simile all’alluce valgo : è per il 5° dito del piede ciò che l’alluce valgo è per il primo raggio del piede. Si parla di quintus varus “supraductus” quando il 5° dito del piede si accavalla al 4° dito e di “infraductus” quando passa sotto (come dice lo stesso termine).

La deformazione in quintus varus è dovuta a deviazioni ossee. Il 5° metatarso devia verso l’esterno mentre contemporaneamente la falange del mignolo si inclina verso l’interno, formando una “pallina”. Questa deformazione è mantenuta dalla retrazione delle parti molli del 5° dito, come i tendini estensori o flessori o la capsula articolare. È il motivo per cui il trattamento medico è difficile.

Bunionette del piede, chi consultare?

In presenza di una deformazione dolorosa del 5° dito del piede, puoi consultare un podologo, il medico curante o un chirurgo specialista. Indipendentemente dallo specialista a cui ti rivolgerai, il trattamento medico e non chirurgico è sempre indicato come prima intenzione. In caso di fallimento puoi consultare il Dott. Lopez, chirurgo del digitus quintus varus, che ti proporrà un intervento di bunionette del piede a Nizza (dal 2021, il dottor Lopez non esegue più le operazioni di bunionette a Monaco perché ha cessato la sua attività. Opera esclusivamente alla clinica Saint George di Nizza).

Come curare la bunionette?

Le operazioni di ortoplastica sono di 2 tipi. Prima della cura è essenziale fare la diagnosi. La bunionette è facilmente identificabile perché colpisce il 5° dito del piede, contrariamente all’alluce valgo o alle dita a martello che colpiscono le altre dita.

Una volta fatta la diagnosi, occorre proporre sempre il trattamento non chirurgico. Le diverse misure per la bunionette del piede e il suo trattamento sono le seguenti

  • La prima misura del trattamento consiste nel modificare e adattare le scarpe per eliminare il conflitto meccanico. Nel caso di uno sciatore professionista, si potranno ad esempio mettere delle scarpe più larghe o termformare a caldo lo scarpone al piede.
  • Ortesi dei piedi in farmacia: si tratta di dispositivi ortopedici di serie come il Digitube o un separatore di dita.
  • Ortesi personalizzate per dita: sono ortesi su misura (ortoplastiche). Sono in silicone e modellate sul piede del paziente.
  • Plantari: realizzati su misura dal podologo.
  • Farmaci: antalgici o antinfiammatori per via locale (creme e pomate) o per via orale (per os).
  • Trattamenti di pedicure: hanno l’obiettivo di eliminare i calli e il tessuto corneo per diminuire il conflitto meccanico e l’irritazione.

Nel caso particolare di una borsite acuta, si consiglia di camminare a piedi nudi o in pantofole per qualche giorno.

Se queste misure non sono efficaci e il disturbo funzionale persiste, si può prendere in considerazione un trattamento chirurgico.

Bunionette del piede, operazione?

La scelta della tecnica e la valutazione degli interventi da eseguire sono lasciate al chirurgo in funzione della gravità del danno e della complessità dell’intervento. Le vie di accesso da pochi millimetri ad alcuni centimetri dipendono dalla tecnica utilizzata. L’obiettivo del gesto chirurgico è riallineare il 5° dito e distendere le parti che si sono ritratte. La correzione è possibile traslando la testa del metatarso ed eventualmente effettuando una frattura sulla prima falange per ottimizzare la correzione. Questa traslazione fa scomparire la protuberanza. Spesso viene eseguita una tenotomia (allungamento del tendine) o la liberazione dell’apparato articolare (artrolisi MP5). Alla fine dell’intervento, si può posizionare un chiodo temporaneo sull’asse del dito, che non impedisce di camminare e che verrà tolto alla visita post-operatoria (G21).

Quanto dura l’operazione di un quintus varus ?

La durata dell’intervento chirurgico è relativamente breve, generalmente 30 minuti. L’intervento può richiedere più tempo in caso di procedure associate o di difficoltà operatorie.

Che anestesia viene fatta per l’operazione di una bunionette del piede?

Dovrai completare la visita anestesiologica obbligatoria con l’anestesista. Al termine di questa visita, l’anestesista ti spiegherà le possibili modalità di anestesia in base alle tue patologie e all’intervento chirurgico previsto. Se necessario, adatterà il tuo trattamento prima e dopo l’intervento e potrà prescriverti degli anticoagulanti, degli antidolorifici, degli antinfiammatori o altro.

Sono possibili diversi tipi di anestesia: anestesia locale o loco-regionale, cioè desensibilizzare solo la gamba, che è la più comune. Anche l’anestesia generale è una soluzione se preferisci dormire.

Qual è il periodo di immobilità dopo un intervento per quintus varus?

Non è prescritto un periodo di immobilità: puoi camminare immediatamente dopo l’intervento indossando la scarpa protettiva. In alcuni interventi la scarpa non è obbligatoria, occorre parlarne con il chirurgo prima dell’operazione. L’interruzione dal lavoro varia molto in base all'attività professionale e all’intervento eseguito: da 2 a 8 settimane in media.

Posso guidare dopo un intervento per bunionette del piede?

Non esistono controindicazioni chirurgiche alla guida dell’auto. Se ti è permesso camminare, puoi anche premere un pedale senza rischi. Puoi guidare un veicolo a motore quando ti senti in grado di farlo. In caso di incidente grave con danni fisici, potresti non avere diritto all'assicurazione perché si riterrebbe che non eri in possesso di tutte le tue capacità fisiche. Verifica con la tua assicurazione se sei coperto dopo un’operazione di questo tipo.

Si possono operare i 2 piedi contemporaneamente?

No, non si possono operare i 2 piedi contemporaneamente. Si possono tuttavia operare più dita a martello su uno stesso piede in un’unica operazione. Tuttavia, è possibile operare entrambi i piedi a 15 giorni di intervallo o più.

Quanto costa un intervento per quintus varus?

L’operazione del quintus varus e il suo prezzo variano a seconda delle condizioni cliniche del paziente e delle procedure da eseguire. La previdenza sociale copre i costi dell’operazione. Il rimborso delle spese per altri onorari dipende dalla propria mutua. Il costo medio a carico dopo il rimborso da parte della mutua è di 300 €.

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