Sindrome compartimentale cronica

Il Dott. Julien Lopez è uno specialista nella gestione della sindrome compartimentale cronica: trattamenti, operazione, convalescenza, ecc.

Il Dottore fornisce un supporto completo durante l’intero processo di cura. Dalla prima visita fino alla convalescenza, i pazienti potranno avere i consigli di un vero specialista in patologie del piede e della caviglia e in traumatologia sportiva.

Sindrome compartimentale cronica della gamba: definizione e cause

La sindrome compartimentale cronica della gamba è caratterizzata da un aumento anomalo della pressione in uno spazio anatomico chiuso chiamato “compartimento”.

Cos’è la sindrome compartimentale cronica?

I muscoli del corpo umano sono separati gli uni dagli altri da membrane chiamate “aponeurosi”. Questi muscoli hanno anche la particolarità di essere attraversati da nervi e fibre il cui ruolo è quello di controllarne l’azione e la sensibilità. I vasi sanguigni consentono al sangue di circolare e fornire ossigeno. Le membrane che circondano i muscoli sono particolarmente forti e poco estensibili.

Nella sindrome compartimentale cronica (o sindrome compartimentale cronica dello sportivo), il muscolo, i nervi e i vasi si trovano compressi nella membrana. Pertanto subiscono una pressione eccessiva che porta a cattiva circolazione, mancanza di apporto di ossigeno e asfissia muscolare.

Cause della sindrome compartimentale cronica

La sindrome compartimentale cronica del piede, del braccio o delle gambe si attiva in generale dopo una sollecitazione o uno sforzo eccessivo dei muscoli, ad esempio durante una sessione di allenamento. L’aumento del volume muscolare può essere dovuto anche alla formazione di un edema, di un ematoma o di un’anomalia venosa o muscolare. Un’aponeurosi ispessita può anche causare la sindrome compartimentale cronica del polpaccio, del piede o del braccio.

I sintomi più comuni sono:

Questa sindrome può essere cronica o acuta. Distinguiamo una sindrome compartimentale acuta e una sindrome compartimentale cronica.

Sindrome compartimentale cronica ai muscoli: diagnosi e fattori di rischio

Occorre prestare attenzione a diversi segnali per rilevare la presenza di una sindrome compartimentale cronica ai muscoli.

La diagnosi

Solitamente la diagnosi consiste in un test da sforzo. I compartimenti diventano tesi e dolorosi durante e dopo lo sforzo.

Per confermare la diagnosi si può utilizzare un dispositivo costituito da un ago impiantato nel compartimento e destinato a misurare la pressione intramuscolare.

Lo specialista del piede effettuerà 3 diverse misurazioni: a riposo, 1 minuto dopo lo sforzo e 5 minuti dopo lo sforzo.

Al fine di escludere altre diagnosi che potrebbero corrispondere ai sintomi avvertiti dal paziente, il Dott. Lopez potrà anche eseguire esami aggiuntivi: analisi del sangue, risonanza magnetica, radiografia, EMG, ecc.

Fattori di rischio

Alcune categorie di popolazione sono più esposte al rischio di sviluppare la sindrome compartimentale cronica. Il profilo tipico del paziente corrisponde a uomini giovani e sportivi tra i 20 e i 30 anni.

Avrai maggiori probabilità di sviluppare la sindrome compartimentale cronica se sei:

La pratica di un’attività sportiva quotidiana e intensa è generalmente la causa dell’insorgenza della sindrome.

Chirurgia della sindrome compartimentale cronica e trattamenti non chirurgici

Prima di ricorrere alla chirurgia per la sindrome compartimentale cronica, il Dott. Julien Lopez ti indirizzerà a trattamenti non chirurgici. A seconda dei casi sono possibili diverse alternative all’intervento chirurgico. Si consiglia in particolare di adattare la pratica sportiva e di ricorrere a un trattamento medico.

Adattamento della pratica sportiva

Per alleviare efficacemente i sintomi e il dolore avvertiti, occorre ridurre l’intensità dello sforzo o cambiare attività. Si consiglia inoltre di adattare il tipo di allenamento eseguendo allungamenti e riscaldamento.

Trattamento medico

Per la sindrome compartimentale cronica del polpaccio sono possibili dei trattamenti. Il Dott. Julien Lopez saprà indirizzarti verso un fisioterapista specializzato in patologie sportive. Potrai quindi beneficiare del supporto di un vero esperto.

Il fisioterapista saprà consigliarti le migliori azioni da adottare per limitare i sintomi della sindrome compartimentale cronica. Per alleviare il dolore avvertito, il fisioterapista può effettuare sedute di massaggio utilizzando diverse tecniche: ultrasuoni, massaggi, linfodrenaggio, esercizi di stretching, ecc.

L’intervento

Se il trattamento medico fallisce, il Dott. Julien Lopez eseguirà un intervento chirurgico per la sindrome compartimentale cronica (detta anche aponeurotomia). Lo scopo di questo intervento è ottenere la decompressione aprendo i compartimenti interessati dal dolore.

Esistono 2 metodi per eseguire questa procedura chirurgica: chirurgia classica che richiede ampie incisioni; chirurgia micro-invasiva o chirurgia mini-invasiva della sindrome compartimentale cronica.

Il Dott. Julien Lopez predilige sistematicamente l’approccio mini-invasivo per ridurre la dimensione delle cicatrici, limitare il rischio di complicanze e facilitare il processo di convalescenza del paziente.

Per la sindrome compartimentale cronica, la fasciotomia è generalmente efficace nell’eliminare completamente il dolore avvertito dal paziente. Le possibili complicanze (danni ai nervi, problemi di cicatrizzazione, infezioni, ecc.) sono rare.

Una volta eseguito l'intervento, il Dott. Julien Lopez prescriverà delle sedute di fisioterapia come parte della riabilitazione. L’obiettivo è riconquistare la piena mobilità e consentire ai pazienti di riprendere al più presto le attività quotidiane.

La ripresa dell’attività sportiva è generalmente possibile tra 2 e 6 mesi dopo l’intervento chirurgico.

In caso di dolore, disagio o fastidio occorre sistematicamente consultare uno specialista del settore. Il Dott. Julien Lopez sarà felice di accoglierti in uno dei suoi 4 studi situati a Nizza, Cap d’Ail e Mandelieu. Provi dolore all’avampiede, al retropiede o alla caviglia? Il Dottore ti indirizzerà ai trattamenti chirurgici e non chirurgici più adatti al tuo caso e alla tua patologia. Con l’aiuto del suo team, ti fornirà un supporto completo dalle cure fino alla convalescenza.